martedì 27 ottobre 2015

con Véronique

quello con Véronique Ovaldé non è stato un grande incontro, soprattutto a causa mia. Sono arrivata alle cinque di pomeriggio in bicicletta alla Biblioteca Rispoli per pura forza di volontà, dopo una notte insonne (e non avevo nessun motivo per non dormire), la palestra, il montaggio. Lei era proprio come me l'aspettavo: giovane, occhio sveglio, sorriso ironico, aria distaccata. Ho farfugliato all'interprete quanto mi erano piaciuti i suoi libri e poi, siccome mi pareva assurdo continuare la conversazione per interposta persona e senza alcun incoraggiamento da parte sua, sono tornata da Carlo che stava allestendo il set. La traduzione simultanea, ottima peraltro, mi ha dato il colpo di grazia: ero frastornata dalle due voci sovrapposte e facevo una gran fatica a raccapezzarmi. Ora che è montata, però non mi pare affatto una brutta intervista.

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