domenica 25 ottobre 2015

Dheepan


Sri Lanka: una pira tra le palme. Si brucia un ammasso di corpi. Dheepan, un guerriero tamil, si toglie la divisa, la butta nel fuoco. Lo vediamo fuggire dal suo paese insieme a una donna e una ragazzina: si fingono una famiglia, ci sono dei passaporti che vanno bene per loro. Ritroviamo i tre in Francia: dopo aver venduto accendini per strada, Dheephan ha trovato lavoro come custode in un caseggiato che è un centro di spaccio. Anche qui è come essere in guerra: sui tetti ci sono vedette, girano armi. Dheepan non fa che pulire e aggiustare, tiene la testa bassa, si fa i fatti suoi. Protegge la ragazzina dalla freddezza della donna, che a fare la madre non ci pensa proprio. Poi la situazione esterna peggiora (la lotta tra bande degenera in spari) e i tre si uniscono tra loro. Jacques Audiard sta stretto sulle facce dei suoi personaggi, ne registra i sorrisi, le preoccupazioni, i momenti di disperazione. Costruisce una tensione crescente, ci fa sentire quello che sente Dheepan. Molto poco spettacolare, molto coinvolgente e intenso.

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