martedì 13 ottobre 2015

gita a Barga

di Barga in realtà abbiamo visto e vedremo solo una stanzioncina ferroviaria, quella in cui siamo scesi dal treno preso a Lucca. Un tassista ci ha poi portati all'albergo in collina e da lì, dopo un rapidissimo panino, a Casa Pascoli. Ci aspettavano la giovane Elisa e l'anziano Gian Luigi Ruggio, entrambi grandi conoscitori e appassionati del posto. Ruggio, che per anni ha coperto il ruolo di conservatore dei beni pascoliani, oltre a essere meteorologo e ad avere una laurea in legge e una in lettere, ha scritto una biografia del poeta (che io ho letto dalla prima pagina all'ultima senza potermene staccare) e andrebbe avanti per ore a parlare di ogni oggetto di casa Pascoli. Ha una memoria prodigiosa e una passione per gli aneddoti: dalla bilancia sospesa all'ingresso della casa, alla stufa mai accesa per lasciare in pace le api che ci si erano insediate, alla meridiana d'avorio regalo di D'Annunzio, dal divanetto verde in cui è morto il cagnolino Gulì fino agli ultimi sigari di Pascoli, tutto è per lui spunto di una narrazione infinita. Ruggio è il Biografo: quello a cui nulla sfugge e che considera l'oggetto dei suoi studi alla stregua di un parente stretto di cui andare orgogliosi, ma di cui non si possono non notare anche le debolezze. Elisa lavora al Comune, e fa da guida ai visitatori: i racconti di Ruggio li ha sentiti milioni di volte, ma si vede che tanta conoscenza la riempie di ammirazione. È davvero un bel posto Casa Pascoli: la devozione un po' folle della sorella Maria, che ci ha vissuto quarant'anni dopo la morte di Giovanni, mantenendone in vita il culto e non spostando un oggetto, fa sì che la personalità del proprietario sia percepibile ovunque. Il giardino e la vista dall'altana sui colli sono incantevoli, se solo domani, giornata delle riprese, non piovesse ininterrottamente... Intanto il nostro Giuseppe Antonelli, venuto con noi da Roma, studia il suo intervento. Sono sicura che ne verrà fuori un bel Pascoli moderno.

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