sabato 17 ottobre 2015

la pace ritrovata

ieri sera io e il marito eravamo due iene. Lui per i soliti impegni di lavoro (un big deal, che solo a sentirlo chiamare così mi fa accapponare la pelle), io perché il nostro medico della mutua, di fronte alle mie analisi del sangue e ai valori inesistenti del ferro, mi aveva guardato come se fossi spacciata. Siamo andati a letto odiandoci e ripromettendoci di non passare un altro giorno insieme. Alle tre di notte è squillato il telefono di casa e abbiamo fatto entrambi un salto: il figlio in Australia, la figlia a Milano con il fidanzato, cos'era successo e a chi? Lo squillo è rimasto isolato e faticosamente abbiamo ripreso sonno. Stamattina siamo venuti al mare attratti dal miraggio dell'ennesimo compratore della barca. Una giornata stupenda. Sole, caldo, piatto di spaghetti alle telline da Rocco. Un libro, un altro libro. Stasera anche un film scemo qui al cinema. La figlia tra Expo, musei e cotolette con il buon Paolo; il figlio tra le braccia della sua Virginia tedesca. Non mi sento più in punto di morte.

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