martedì 6 ottobre 2015

solo io

solo io posso svegliarmi di notte e girarmi e voltarmi nel letto senza riprendere sonno, agitata al pensiero di perdermi la gita a Casa Pascoli. È da prima dell'estate che preparo la puntata televisiva su Giovanni Pascoli: ho scelto l'interlocutore, ho letto quello che potevo sul poeta, ho contattato la Fondazione Pascoli, ho buttato giù una scaletta, l'ho ripensata dopo aver letto ancora. Ieri è uscito fuori che la Casa in cui vogliamo girare mercoledì prossimo è lontano da tutto e per arrivarci servirebbe una macchina. Ora, nonostante lo zelo che mi contraddistingue, conosco i miei limiti, e non mi ci vedo proprio alla guida per i quaranta chilometri da Lucca a Barga. La notte passata mi pareva che non ci fosse altra soluzione che mandare al posto mio qualcuno più patentato di me, e soffrivo, oh come soffrivo. Stamattina in palestra ero uno zombie e mi è pure toccato subire la furia dell'insegnante che, presa in giro da un'alunna spiritosa su un suo presunto ammorbidimento, ci ha costrette ad allenarci come fossimo marine in procinto di partire per la missione del secolo. Poi nel corso della mattinata, mentre ero al montaggio, è emersa una soluzione: prenderemo tre treni e, se i capi ci autorizzano, un tassista ci porterà da Barga a casa Pascoli per la modica cifra di dodici euro forfettari. E io felice. Se non ci autorizzano, glieli do io i soldi al tassista. Chissà che m'invento per non dormire stanotte.

1 commento:

Anonimo ha detto...

C'era sempre l'autostop: pratico, economico...