domenica 15 novembre 2015

45 anni


qualunque storia d’amore vissuta sarà sempre meno affascinante di una storia d’amore immaginata. Kate era una ragazza quando ha incontrato Geoff, poi lo ha sposato e ha passato quarantacinque anni insieme a lui. Che prima di lei ci fosse stata una fidanzata, che questa fosse morta tragicamente cadendo in un crepaccio, Kate lo sapeva, ma era una cosa sepolta nel passato. L’unica cosa che succede nel film di Andrew Haigh (un film fatto tutto di espressioni e di gesti più che di fatti e parole) è l’arrivo di una lettera. Geoff apprende attraverso questa che il ghiacciaio sciogliendosi ha restituito il corpo della sua Katia e per qualche giorno si lascia dominare dal ricordo dei giorni passati con lei. La gelosia che devasta Kate, che la spinge a seguire il marito, a frugare tra le sue vecchie cose è spia di un’inquietudine pregressa: Kate forse rimpiange il figlio mai avuto, forse non sopporta di accudire il suo compagno dal cuore debole. I due vecchi coniugi non si rinfacciano niente e sono bravissimi a recitare il ruolo di persone appagate nella festa organizzata per i quarantacinque anni di matrimonio, ma dentro di loro è accaduto qualcosa d’irreparabile, hanno scoperto che non era quella la vita che avevano desiderato. È curioso che a raccontare le inevitabili miserie di un matrimonio protratto nel tempo sia un regista ventottenne. Charlotte Rampling riesce a restituire tutte le sfumature dei brutti pensieri di Kate attraverso uno sguardo, una camminata, un movimento di spalle.

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