mercoledì 25 novembre 2015

ceci neri

entro in casa alle sei di pomeriggio, passo a salutare la figlia. La trovo tesissima in attesa che escano su internet i risultati del suo esonero di finanza. Che si mangia stasera, mi dice ed aggiunge, i ceci mi fanno schifo e quelli neri ancora di più (lo scatolone di Zolle per due settimane consecutive conteneva pacchetti di ceci neri, alla fine mi sono decisa a provarli). Mi innervosisco, le rispondo male, esco per andare da Giulia. Torno alle otto e non la trovo. Mentre cuocio la pasta per i ceci provo a chiamarla al telefono. Non risponde. Mando un messaggio a Paolo. Entra il marito, hai visto che brava la figlia. No, non ho visto e non so dov'è. Ha preso 29. Arriva lei gioiosa. Io ce l'ho ancora per la storia dei ceci e perché mi sono preoccupata non trovandola in casa e perché non mi ha chiamato per dirmi il suo bel risultato. Finisce che noi mangiamo i ceci e lei esce sbattendo la porta. Come ai vecchi tempi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Olè