martedì 10 novembre 2015

dormire al cinema

non mi succedeva da molto e, curiosamente, non mi sono addormentata guardando un film lento e tutto dialoghi come ne vedo tanti, ma di fronte al film più frenetico che mi sia capitato ultimamente, l'ultimo 007, Spectre. L'inizio è fantastico: una festa dei morti in piena Città del Messico, folla stratosferica, tutti in costumi da scheletro, esplosione di una bomba in un palazzo, Bond che si salva saltando come un gatto, poi caccia al cattivo tra la folla e lotta con lui e il pilota su un elicottero che minaccia di cadere sulla gente sottostante. Poi mi ricordo solo che a capo del servizio di spionaggio mettevano un tipo dall'aria giovane e odiosa, che Daniel Craig-James Bond partiva di nascosto per Roma (dove incontrava una Bellucci imbalsamata: un francobollo che non meritava tanta fanfara mediatica), correva con la sua macchina spaziale sul Lungotevere con un tipaccio alle calcagna (non il cattivo di prima, un altro credo), poi andava in Austria, trovava uno che gli raccomandava sua figlia e si sparava di fronte a lui. Alla figlia (Léa Seydoux: con lei che ha la metà dei suoi anni Craig sì che s'intrattiene, altro che con la cinquantenne italiana) ci sono arrivata, poi mi sono persa. Mi sono svegliata quando il capo traditore viene scoperto e Bond parte con la macchina e la bionda. Otto euro e cinquanta che potevano essere utilizzati meglio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dear Jo,
I'm so sorry. Please, May i return your money?your sincerely Daniel Craig

Anonimo ha detto...

Sì, vabbè e mo te scrive pure Daniel Craig: ma chi sei?