sabato 28 novembre 2015

la felicità è un sistema complesso


Enrico Giusti ha la capacità di entrare in confidenza con giovani rampolli pronti a mandare in rovina gli imperi industriali ereditati. Con uno gioca a tennis, con un altro va alle feste e, tra una risata e un’altra, li convince a cedere il timone del comando a tutto vantaggio della società per cui lavora lui. Nella sua esistenza solitaria e metodica succedono due cose: si trova in casa Achrinoam, una ragazza israeliana lasciata da suo fratello, e non riesce a far rientrare nella casistica degli immeritevoli da plagiare Filippo, che insieme a Camilla, ha perso in un incidente d’auto i ricchissimi genitori. Enrico Giusti, alias Valerio Mastandrea, è uno che cerca un senso in quello che fa, ma è anche uno pieno di dubbi, e uno impegnato a proteggersi dal mondo esterno e dalle sue sorprese. Sarà soprattutto Achrinoam, con la sua aria folle, il suo dolore e la sua dignità a dare una svolta alla sua vita. Il rapporto tra i due è la cosa più riuscita del film, che dal punto di vista della trama è un po’ campato per aria. Comunque Gianni Zanasi è un gran bravo regista e con lui Mastandrea dà il meglio di sé. Bisogna restare in sala fino alla fine dei titoli di coda, se no si perde la canzone sulla Torta di noi.

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