mercoledì 4 novembre 2015

Tutto può accadere a Broadway


la cornice di Tutto può accadere a Broadway è una lunga intervista, in cui un’attrice giovane e entusiasta, Isabel (Imogen Poots, bravissima), racconta a un’arcigna giornalista gli inizi della sua carriera, senza nasconderle di aver fatto la squillo prima di essere arrivata alla recitazione. Isabel adora le storie a lieto fine e si sente lei stessa protagonista di una di queste: se in una camera d’albergo non avesse incontrato Arnold (Owen Wilson) e non avesse avuto da lui la spinta (e i soldi) per coltivare il suo sogno forse starebbe ancora combattendo con i clienti appiccicosi e i genitori litigiosi (invece di essere una donna sofisticata con il fichissimo fidanzato che appare a sorpresa nell’ultima scena). Arnold, che fa il regista a Broadway ed è sposato con un’attrice, ha un vizio particolare: adora redimere le prostitute, non può esimersi dal donare loro grosse cifre perché si emancipino dal loro mestiere. Il problema è che quando incontra le sue beneficate, queste gli saltano al collo per ringraziarlo e la moglie finisce per scoprirlo. Nel film di Peter Bogdanovich ci sono anche un attore vanitoso che attenta da sempre alla moglie di Arnold, una psicoanalista isterica (Jennifer Aniston, lei troppo sopra le righe), uno sceneggiatore innamorato, un detective privato da burla, un vecchio giudice ossessionato dal sesso. I personaggi si incontrano e si scontrano, scambiando tra loro battute di vecchi film per il diletto loro e degli spettatori. Molto carino.

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