martedì 29 dicembre 2015

in fila per il leopardo

dopo una mattina in pulmino a rotta di collo dalle colline al mare, per una strada spettacolare tutta curve tra giungla e piantagioni di tè, siamo arrivati all'hotel Safari con appena mezz'ora per riprenderci, prima di salire sulla jeep per andare a vedere gli animali nel parco naturale di Yala. Oltre alla nostra c'erano una cinquantina di jeep a contendersi uno stretto sterrato. È andato tutto bene finché qualcuno non ha visto un leopardo che dormiva sotto un cespuglio. A quel punto si è creata una fila che neppure al Muro Torto quando gioca la Roma. Per fortuna il nostro autista ha dato il buon esempio e ha spento il motore, seguito dagli altri: venire in una riserva naturale e intossicarsi per i fumi delle jeep era troppo. Dopo il leopardo (di cui ho intravisto un pezzo di manto tra le foglie) ci siamo sbizzarriti a fotografare bufali, cinghiali, elefanti, pavoni, gazzelle, tucani, aquile. Niente a che vedere con l'organizzazione perfetta del safari in Sud Africa, ma anche se sgangherato il tour è stato bello e i ragazzi erano su di giri. Che stanchezza: troppi chilometri e neppure un passo a piedi, ho bisogno di camminare!

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