giovedì 17 dicembre 2015

la mia ricetta contro l'infelicità

il primo ingrediente è semplice: un treno. Il secondo sembra semplice e invece è un po' complicato: un libro bello (la complicazione sta nel fatto che per capire se un libro è bello devi essere un po' avanti nella lettura, non basta averlo sfogliato, ma perché la ricetta funzioni, il libro deve essere intonso). Quando sei salita sul treno e il libro ti ha preso la destinazione diventa superflua (se è un posto di mare e la giornata è soleggiata la ricetta non può fallire). A fine giornata, sul treno di ritorno, dopo aver finito di leggere, provi a ricordarti perché ti girava così male e te lo sei scordato. Sei ancora dentro il libro, piena di quelle sensazioni lì. Il giorno dopo, al lavoro, quello che ti feriva ti scivola addosso. Mi sa che mi farò un abbonamento a trenitalia.

1 commento:

babalatalpa ha detto...

Il libro semplifica la vita del pendolare, parola di abbonato a Trenitalia. Ciò detto, sto iniziando a pensare al trasloco perché spessissimo, nonostante il buon libro, Trenitalia tira fuori il peggio di te.