lunedì 4 gennaio 2016

a casa

ritorno facile, senza quasi problemi di fuso orario: sabato eravamo qui all'alba e nonostante le poche ore di sonno in aereo sono riuscita a far passare la giornata senza buttarmi a letto: ieri ho ripreso la palestra e oggi pure. Roma, sotto la pioggia tanto attesa, ha un'aria mesta, pochissimi in giro e nei negozi. Dovrei cercare i regali per la Befana ma aspetto che spiova. Me ne sto rincantucciata in camera da letto con la mia pila di libri accanto. La figlia è rimasta a dormire da Paolo, il figlio ieri sera è tornato tardissimo. Abbiamo letto insieme il primo canto del Purgatorio e mi sono un po' scoraggiata: tra il figlio e Dante c'è un abisso e i miei tentativi di spiegazione sono stati ben poco efficaci. Lui pretende di capire tutto, si perde dietro il nome del fiume infernale, le virtù teologali, le Piche, le Muse; non apprezza la musica dei versi, l'umanità dei dialoghi, la caratterizzazione di personaggi e atmosfere. Io cercavo di raccontarglielo con parole mie, lui voleva una versione da proporre al suo professore. Oggi dovremmo affrontare il secondo canto; prima devo capire dove è stato di notte. Poi ancora cinema: non sono poi così male due giorni di ferie forzate.

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