domenica 10 gennaio 2016

Amori e disamori di Nathaniel P.


Amori e disamori di Nathaniel P. della scrittrice Adelle Waldman, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Vincenzo Latronico, fotografa la realtà dell’élite culturale di Brooklyn: i suoi personaggi sono giovani e carini, lavorano nell’editoria, s’incontrano nei bar e alle feste, allacciano relazioni, chiudono relazioni… Quello che interessa veramente a Waldman è mettere in luce come in un contesto così altamente civilizzato l’uomo resti un cavernicolo e la donna la sua preda. Nate, il protagonista del libro, è figlio di una coppia di immigrati romeni che l’hanno fatto studiare ad Harvard. A scuola non aveva un grosso successo con le ragazze, era piuttosto il loro confidente; ora che sta per pubblicare un libro e scrive su riviste importanti si ritrova a essere parecchio ambito. Dopo una panoramica sulla giovane che Nate ha messo incinta per sbaglio e ha accompagnato ad abortire e sulla fidanzata che ha lasciato, rimanendo impelagato in una fastidiosa amicizia, Waldman racconta di Nate e Hannah. È lei a mandargli una mail, dopo averlo conosciuto a casa della sua ex fidanzata; lui si tiene un po’ alla larga: la trova bella e intelligente, forse troppo. Poi la storia decolla e sono entrambi davvero felici. Le prime crepe: lui la vede troppo coinvolta, troppo incline ad assecondarlo; un giorno nota che i jeans non le stanno bene, un altro che ha un braccio un po’ pendulo. Lei resiste e prova a chiedergli cos’è che non va, il che lo esaspera oltre ogni dire. Waldman poteva scegliere il punto di vista di Hannah, una donna consapevole di sé e dei suoi desideri; ha osato puntando tutto sull’altalenante Nate e ha vinto la sua scommessa: altro che parità tra i sessi, dio ci scampi e liberi dal maschio civilizzato.

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