lunedì 11 gennaio 2016

dolci fiori e recriminazioni

il sabato o la domenica quando siamo tutti in città, papà viene a pranzo da noi. Porta quasi sempre un gran mazzo di fiori e un enorme vassoio di dolci. Quando i fiori della volta precedente sono ancora in salotto o quando non ne possiamo più di torte e mignon, gli mando un messaggio per chiedergli di non portare niente. C’è una cosa che vorrei non portasse e invece riaffiora una volta sì e una no nelle nostre conversazioni. È il rammarico per la mia mancata carriera. A far spuntare il discorso può essere un pretesto qualsiasi; ieri mi stava raccontando di un colloquio che farà mia sorella in Svizzera per un posto ai vertici dell’università e subito ha deviato su di me, sul perché non ho una cattedra prestigiosa. Sono uscita di casa a ventisei anni, non gli ho mai chiesto un soldo, ho uno stipendio che mi basta e mi avanza, mi sono sempre occupata delle cose che mi interessano. A ottantasei anni è difficile che lui cambi disco, ma per me a cinquantadue non è il massimo sentire continue variazioni sullo stesso tema. La prossima volta provo con il messaggio: niente dolci, niente fiori e ognuno fa il lavoro che si è scelto. 

1 commento:

marianorun ha detto...

Come ti capisco! Il mio ne ha 88 di anni, ma la musica è la stessa. Ciao!