giovedì 7 gennaio 2016

Il defunto odiava i pettegolezzi

del libro di Serena Vitale su Vladimir  Majakovskij, o meglio sulla morte di Majakovskij si è parlato parecchio. L’autrice sceglie di affrontare la sua materia con taglio documentaristico, senza concedere nulla agli aspetti romanzeschi (anche se il poeta futurista, uomo di eccessi soprattutto amorosi, ne avrebbe offerti di spunti). Vitale costruisce Il defunto odiava i pettegolezzi intorno a quel 14 aprile 1930 in cui Majakovskij trentasettenne viene ritrovato con una pallottola in petto nell’appartamento in cui è stato appena salutato dalla sua amante Nora. Come un poliziotto, Vitale ripercorre i momenti antecedenti la morte, analizza la lettera ritrovata accanto al cadavere, passa in rassegne le testimonianze dei vicini, si sofferma sulla pistola utilizzata e poi allarga il tiro, parla delle condizioni di salute della vittima, dei suoi rapporti con le amanti e con la sorella, con i potenti e con i colleghi scrittori. Suicidio o omicidio? Il verdetto non è univoco, in tanti avevano motivi di contrasto con lui, ma tantissimi partecipano al suo funerale. È curioso che un’opera nata dalla passione per la figura in oggetto, miri a un risultato così asettico, così poco indulgente verso il lettore.

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