sabato 23 gennaio 2016

il superamento del trauma

era da metà agosto che mio padre non tornava nella sua casa al mare, da quando ne era uscito in barella reggendosi con le mani la pancia da cui aveva visto fuoriuscire l'intestino. Nel frattempo si è completamente rimesso, è stato a Padova, a Zurigo; ha ripreso a fare fisioterapia e tedesco; ha pianificato per fine marzo un tour degli Stati Uniti, ma lì, con una scusa o con l'altra, non aveva più messo piede. Oggi è venuto in macchina con noi: ci siamo salutati in piazza e ci siamo dati appuntamento al ristorante all'una. E' sceso solo verso casa e immagino sia stato emozionante per lui rivedere le stanze in cui aveva dovuto fronteggiare l'emorragia. A tavola era molto contento; sembrava uno che ha appena superato un esame. Era così distratto che non si è accorto di aver ordinato, insieme a mio marito che voleva tenersi leggero, una mezza porzione di spaghetti alle vongole invece che un'intera. Quando sono arrivati i piatti (il mio, normale) e i loro con dentro tre vongole e quattro spaghetti, ha fatto una faccia desolata. Io non mi sono fatta intenerire; loro due avevano ordinato anche il pesce, io di secondo avevo solo una porzione di cicoria. Ha retto bene anche alla sottrazione di pasta, tanta era la felicità di essere vivo nel luogo dove aveva visto la morte in faccia. Trauma brillantemente superato.

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