martedì 12 gennaio 2016

Non scendete a Napoli

nato a Napoli (per caso) vissuto più a Caserta e a Roma che lì, ma conoscendola bene, Antonio Pascale ha scritto per Rizzoli una controguida della città, il cui tormentone è, andate a Castel Sant’Elmo (possibilmente la mattina presto) e fermatevi, tutto quello che c’è da vedere, si vede da lì. Questa “contro guida appassionata” nasce dal fastidio per i luoghi comuni che si sovrappongono a Napoli, per l’aura di eccezionalità che le si appiccica addosso (Pasolini, ci ricorda, arrivò a dire che essere rapinati del portafogli a Napoli è diverso che da qualsiasi altra parte del mondo, non è solo un furto, è “uno scambio di antichissimo sapere”). Vorrebbe non dire, non consigliare, Pascale ma poi dice, consiglia, racconta. Parla di De Crescenzo, di Troisi, di La Capria, della canzone napoletana, del culto dei santi, di suo zio, del calcio, degli abusi edilizi. I suoi luoghi di elezione sono una stazione zoologica, un garage, un tunnel. Castel Sant’Elmo mi manca, devo andarci assolutamente.

1 commento:

Libraia Virtuale ha detto...

Accidenti, ma quanti libri bellissimi stai leggendo in questo periodo?

Devo dissentire decisamente con quanto asserisce tuo padre a proposito della mancata carriera accademica... perché doversi buttare nelle rogne accademiche, nelle dissimulate rivalità tra colleghi, fare lezioni ed esami a un branco di gente per lo più svogliata, restare anni in balìa di assegni di ricerca che oggi ci sono e domani chissà, quando in cambio si può passare molto del proprio tempo leggendo libri molto belli?

Buona giornata!