martedì 19 gennaio 2016

Scorpion dance

“Ho amato due donne nella mia vita”: così si apre Scorpion Dance della scrittrice israeliana Shifra Horn appena pubblicato da Fazi nella traduzione di Silvia Castoldi. L’io narrante è Orion, un bibliotecario quarantenne che vive a Gerusalemme in una casa soffocata da un enorme glicine. La prima delle due donne è l’anziana Johanna, una levatrice tedesca che vive con un pappagallo parlante di nome Sarah. La vera identità di Johanna si rivelerà al lettore (e allo stesso protagonista) poco a poco: quello che conta è che lei  ha amorevolmente allevato Orion (il cui padre è morto ventenne nella Guerra dei sei giorni e la cui madre è andata a vivere in Australia con il secondo marito). Anche la seconda donna è tedesca: si chiama Christina-Anna, ha studiato lingua e letteratura ebraica, canta, è giovane e bella; Orion perde la testa per lei. Un romanzo in cui si parla molto di odori e colori, di Israele e Germania , di libri (Orion gira con il suo pulmino pieno dei testi che i nazisti avevano messo al rogo), di amore e di senso di colpa. C’è una vena di realismo magico che apparenta una certa letteratura israeliana a quella sudamericana tutta giocata sulla sensualità: Shifra Horn è un’esponente di punta di questa corrente. E’ un tipo di scrittura che da ragazza mi piaceva molto e ora mi lascia terribilmente fredda.

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