mercoledì 13 gennaio 2016

Sembrava una felicità

su Jenny Offill (pubblicata da Enne Enne nella traduzione di Francesca Novajra) ho letto giudizi mirabolanti; mi interessava il tema del suo libro (la crisi di un matrimonio); mi piaceva il titolo italiano Sembrava una felicità (quello americano, Dept.of Speculation, più calzante, forse mi avrebbe allontanata). Romanzi così, in bilico tra diario privato, citazioni letterarie e filosofiche, narrativa, o ti conquistano subito o ti lasciano fredda. A mettermi nella disposizione sbagliata è stata la dedica (se invece di fare un acquisto d’impulso, avessi letto le prime pagine su kindle…): “Questo libro è per chi non dorme la notte, e legge il Libro dell’inquietudine di Pessoa, per chi si deve comprare un paio di occhiali nuovi sa già che li prenderà fuori moda, per chi non ha mai pensato di fare yoga e vorrebbe una riproduzione fedele del Golden Record lanciato in orbita con il Voyager nel 1977”.  Io di notte non leggo Pessoa e ho gli occhiali fuori moda solo perché sono troppo pigra per comprarne di nuovi; yoga non l’ho mai fatto ma ci ho pensato spesso; la riproduzione del Golden Record non saprei dove metterla: che faccio, mi fermo qui? Non mi sono fermata, sono arrivata in fondo (anche troppo presto, va bene libri brevi, ma mezz’ora è davvero troppo poco). L’io narrante di Sembrava una felicità, la giovane che da grande non voleva sposarsi ma diventare “un mostro d’arte”, non mi è stata simpatica fin dalle prime pagine, quando racconta di aver ordinato una bistecca al ristorante e di averla poi nascosta in un panino perché si vergognava di lasciarla nel piatto: mi è parsa una personcina puntuta, tendente all’ipervalutazione di sé.  Il romanzo di Offill passa in rassegna l’incontro della sua protagonista con il futuro marito, un aborto spontaneo, la nascita di una bambina che strilla, un lavoro di ghost writer, il tradimento del marito, il trasferimento in campagna. È tutto molto ricercato, molto cerebrale, molto compiaciuto. Non è per me; d’altra parte l’autrice mi aveva avvisato. 

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