sabato 16 gennaio 2016

Una donna indipendente


Rose-Marie vive a Jena con il padre e la matrigna. Ha venticinque anni e neppure uno straccio di dote; si dà per scontato che resti zitella. Un giovane pensionante inglese, Mr Anstruther, passa un anno a casa loro per imparare il tedesco e prima di partire le dichiara il suo amore. Una donna indipendente è un romanzo epistolare a una sola voce, quella di Rose-Marie che scrive all’uomo che le ha chiesto di sposarlo. All’inizio c’è l’entusiasmo: Rose-Marie è un’entusiasta di natura, bastano un giardino in fiore, una bella musica a esaltarla, ma questo insperato amore la rende totalmente euforica e, siccome è una ragazza spontanea, non fa nulla per celare le sue emozioni. Ben presto però Rose-Marie è costretta a cambiare tono: l’innamorato scrive meno, ha conosciuto un’altra donna, ricca e sponsorizzata da suo padre… Rose-Marie non è tipa da piangersi addosso, continua a scrivere a Mr Anstuther perché ha preso gusto a raccontarsi, ma dismette con facilità i panni della fidanzata e indossa quelli di una sorella maggiore o una zia. Riproduce le battute acide della matrigna (non ti starai ammalando, non ce lo possiamo permettere), descrive le debolezze del padre alle prese da sempre con un libro su Goethe, si sofferma sulla cameriera Johanna e le sue bizze, si diverte a sperimentare menù vegetariani (anche perché soldi per la carne non ce ne sono). Nel giro di un anno le posizioni si capovolgono e il giovane inglese fedifrago comincia ad assillare la sua vivace corrispondente, tutto preso dal desiderio di rivederla. Il mio Von Arnim preferito resta Un incantevole aprile, ma in ognuno dei romanzi di questa scrittrice c’è una visione brillante e disincantata dei rapporti tra i sessi che li rende unici. Tradotto da Simona Garavelli per Bollati Boringhieri.

1 commento:

GliAlberiDaLibri ha detto...

Adoro la von Arnim. Ho letto il circolo delle ingrate e mi è piaciuto molto. Una donna indipendente sembra un altro suo ottimo romanzo.