sabato 27 febbraio 2016

27 febbraio


avevo promesso alla figlia di accompagnarla alla stazione alle otto meno un quarto e l’ho fatto. Stamattina ero particolarmente fusa e non sopportavo che lei mi dicesse fai così fai cosà in macchina, ma siamo riuscite a non litigare. Era felice di andare a Bologna da Caterina, torna domani sera. Il marito è al suo meeting annuale a Barcellona; mio padre è a Trieste: a pranzo ci siamo ritrovati io e il figlio. Lui ha smaltito il nervosismo post Australia ed è tornato il ragazzone di sempre: a scuola se la cava bene, non legge un libro neppure per sbaglio, in tv guarda programmi su vendite strane o sui cuochi, ride con gli amici, mi dice che  invecchio e non mi diverto abbastanza. Pasta con le vongole, sogliola, poi abbiamo fatto insieme un esperimento di capresi mignon ben riuscito e lui è schizzato fuori dalla porta (tornerà a tarda notte, speriamo non tardissima). Sto leggendo Housekeeping, il primo libro di Marilynne Robinson e la mia solitudine coincide con quella di Ruthie nella sua cittadina sperduta dell’Idaho tra la zia evanescente e la sorella minore che scalpita per integrarsi nel mondo. Che pace.

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