lunedì 22 febbraio 2016

Spotlight

al Boston Globe arriva un nuovo direttore: viene da fuori ed è ebreo, il che lo porta a segnalare alla sua redazione investigativa Spotlight il caso di un prete pedofilo (fino a quel momento casi del genere non hanno avuto rilievo sul giornale per non infangare il buon nome della Chiesa cattolica e della città di Boston). Il film di Thomas McCarthy racconta in modo emozionante ed aderente ai fatti la serie di scoperte fatte da quattro tenaci giornalisti. Si parte da un prete che ha molestato dei bambini ed è riuscito, con la complicità del vescovo, a pagare la madre perché la denuncia non avesse seguito; si arriva a individuare undici preti colpevoli dello stesso reato; in poco tempo si tira fuori una lista di una novantina di presunti colpevoli e soprattutto si scopre il meccanismo per cui i vertici della Chiesa insabbiano tutto, fanno sparire gli atti dei processi e spostano i predatori da una chiesa all’altra, da una città all’altra per far perdere le loro tracce. Bravissimi gli attori (vale la pena di vedere il film in lingua originale); tra tutti lo scarruffato Mark Ruffalo, Michael Keaton e Stanley Tucci. Scarsissime concessioni alla vita privata dei protagonisti (a parte farci vedere come sono soli in questa ricerca affannosa della verità)  e una beffa finale: il vescovo fetente, rimosso da Boston, è stato mandato a Santa Maria Maggiore a Roma.

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