lunedì 8 febbraio 2016

Al paradiso delle signore

al romanzo di Zola sono arrivata sulle tracce della serie di Raiuno ambientata negli anni cinquanta. Serie molto ben fatta, ma la cui gradevolezza mi pareva lontana dallo spirito dello scrittore francese a cui si diceva ispirata. E in effetti Al paradiso delle signore è tutto fuorché un libro gradevole: vi si racconta a tinte molto fosche la nascita dei grandi magazzini a Parigi alla fine dell’Ottocento e il conseguente stritolamento delle botteghe artigianali e dei loro proprietari. Il vero protagonista di Zola è il proprio l’emporio che vendendo di tutto e applicando i principi del nascente marketing (sconti, promozioni, pubblicità) monopolizza il mercato e manda sul lastrico i vecchi commercianti. Come sempre in Zola largo spazio è dato alle condizioni dei lavoratori: i commessi del Paradiso, come i cinesi di oggi, vivono dentro il magazzino e mangiano dentro il magazzino, possono essere licenziati per  un calo delle vendite, per il capriccio di un cliente, per una gravidanza, addirittura per una relazione malvista. In questo quadro si inseriscono le vicende di Dionisia e Ottavio, rispettivamente aspirante commessa e creatore del Paradiso. Dionisia arriva a Parigi, dopo la morte dei suoi genitori con i due fratelli minori: spera nell’aiuto dello zio ma questo, che ha un negozio di tessuti proprio davanti il grande magazzino, versa in cattive acque e non può fare nulla per loro. La ragazza trova lavoro al Paradiso e una volta messo piede lì dentro ne sperimenta i lati peggiori: paga bassissima e a provvigione, colleghi crudeli, orari prolungati, impegno massacrante. Sarà lei stessa, cresciuta di ruolo, dopo tante traversie, a porre un correttivo a queste storture. Octave, giovane vedovo, antepone a ogni cosa il successo della sua impresa commerciale e nel tempo libero si dedica a relazioni poco impegnative con commesse, ballerine e donne altolocate. Tra la provinciale determinata e dai solidi principi morali e il magnate venuto dal nulla si sviluppa da subito una strana attrazione che si svilupperà nonostante l’abisso sociale che li divide e questa nota romantica si ritrova pari pari nella fiction rai. Il paradiso delle signore televisivo mi pare un ottimo esempio di come si possa prendere spunto  da un’opera letteraria pescando tra i suoi temi senza vincolarsi a un’inutile fedeltà. Il libro si trova in formato kindle nell’edizione Bur tradotta da Alfredo Jeri.

1 commento:

Libraia Virtuale ha detto...

Sì, però.... Octave e Denise tradotti come Ottavio e Dionisia non si possono sentire!