sabato 13 febbraio 2016

Benedizione


Dad Lewis va con la moglie a Denver per accertamenti e scopre di avere un cancro in fase terminale. Benedizione racconta l’ultimo mese di vita di Dad, le storie delle persone che gli stanno intorno e quella del figlio che ha fatto perdere le sue tracce e non saprà della morte del padre. È un bellissimo romanzo, breve, scritto in modo molto efficace anche se apparentemente dimesso ( Fabio Cremonesi, che l'ha tradotto per NN Edizioni, parla di sobrietà consapevole e di esattezza implacabile). C’è la malattia, il dolore, ma ci sono molte altre cose. Prendete il capitolo 29. Racconta un raro momento di spensieratezza: Lorraine, la figlia di Dad, che è tornata a Holt per prendersi cura del morente insieme alla madre, va a fare un pic nic con Alice, la nipote della vicina, a casa di Willa e Alene. Quattro donne diverse per età ed esperienze, ognuna segnata a modo suo dal dolore (il libro apre dei flash back sul passato di alcuni personaggi: non di tutti, ci sono punti lasciati all’immaginazione del lettore). Fa caldo e dopo pranzo Lorraine invita tutte a fare un bagno nell’abbeveratoio delle vacche. Si spoglia per prima lei, poi lo fanno le altre: la bambina, la vecchia, la sessantenne. Haruf di ognuna descrive rapido il corpo nudo, il sollievo che prova nell’acqua, l’euforia del gesto trasgressivo. È un piccolo trionfo di vita. Poi, dal capitolo seguente torna sulla malattia di Dad; sul dramma di Lyle, il reverendo non amato dalla moglie e dal figlio e disprezzato dalla maggior parte dei fedeli per il suo pacifismo; su Frank, respinto dal padre perché omosessuale e condannato a una vita raminga. Come nella migliore narrativa americana, in Benedizione una cittadina sperduta nel nulla diventa il centro dell’universo e in ognuno dei personaggi che la popolano troviamo un pezzo di noi.

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