venerdì 19 febbraio 2016

con Luca Serianni

con Luca Serianni mi sono laureata nel 1987. Oggi sono andata a trovarlo in facoltà, munita della mia telecamera, per intervistarlo sui tre lunedì in cui sarà al Piccolo Eliseo a partire dal 29 febbraio, per parlare di Dante, Petrarca e Boccaccio. Era una vita che non tornavo alla Sapienza e mi ha emozionato rivedere il piazzale in cui parcheggiavo il motorino e l'ingresso che avevo varcato con tanto timore a vent'anni. Non è cambiata molto la Sapienza da allora; qualche fiore in più nei vialetti, ma Lettere e Filosofia mi è parsa ancora più polverosa e cadente di quando ci passavo le mie giornate. Anche Serianni non è cambiato (e questo invece è molto positivo): stesso eloquio puntuale ed arguto, stesso sorriso aperto, stesso amore per il proprio lavoro. Mi ha detto che tra due anni dovrebbe smettere di insegnare e che la prospettiva non gli piace per niente; ha tanti impegni accademici ma stare in aula è un'altra cosa. Mattina proficua, e mi ha quasi commossa la figlia che, colpita dalla storia del professore bravo, si è prestata a farmi da autista.

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