lunedì 1 febbraio 2016

Gilead

la lettera di un anziano padre al figlio piccolo che non vedrà crescere: messa così la trama di Gilead di Marilynne Robinson non sembra il massimo e invece Gilead, come Casa come Lila, è un libro meraviglioso.  C’è l’amore per il figlio e c’è soprattutto l’amore per la propria moglie (mai chiamata per nome, ma sempre tua madre), entrata nella vita dell’io narrante molto tardi, come un miracolo. Robinson ha costruito i suoi tre romanzi intorno alle stesse vicende, scegliendo ogni volta, non solo un punto di vista, ma anche uno stile narrativo completamente diverso. Avendo cominciato da Casa, del reverendo Ames avevo una pessima opinione: lì è il vecchio amico di Bougthon che tratta con severità il figlio di questo Jack, non riuscendo a perdonargli tutto il male che ha fatto al padre. Qui invece è Ames a raccontare in prima persona e se si può perdere la testa per un personaggio letterario io l’ho persa per lui. Ames ha passato tutta la vita nel minuscolo paesino di Gilead, ha fatto il reverendo come suo padre e suo nonno, ha sposato la ragazza che tutti si aspettavano sposasse, quando l’ha persa insieme alla figlia non ha più cercato una donna (fino all’incontro in chiesa con la giovane che viene dal nulla e non ha nulla). È stimato e amato da tutti (lui è convinto di essere sopravvalutato), accorre ad ogni richiamo (che si tratti di impartire l’estrema unzione o di cambiare un rubinetto), adora leggere,  scrivere e passeggiare. Ma il reverendo non è un santo e mentre celebra i sentimenti che prova per moglie e figlio, è assalito da fitte di gelosia nei confronti di Jack, tornato a casa dopo anni senza dare notizie di sé. Jack gioca a baseball con il piccolo e parla con la moglie di Ames, di solito molto restia a dar confidenza. Ames evita di raccontare a Lila quanto fosse molesto Jack da bambino, quanto si sia comportato male con la ragazza che ha messo incinta, quanto abbia fatto soffrire il padre, ma dentro di sé cova risentimento e teme l’uomo come un lupo cattivo. In più non si nasconde che Jack è un prestante coetaneo di Lila, mentre lui di sua moglie potrebbe essere padre. Poi Jack riesce a spiazzarlo, mettendolo al corrente del motivo per cui è tornato nella casa paterna… Come negli altri suoi romanzi, il nucleo della narrazione di Robinson sono i rapporti umani, quello che ci unisce e ci divide dagli altri, le pieghe che prendono le nostre vite, le grandezze e le debolezze che ci contraddistinguono. Gilead l’ho letto in inglese sul kindle e ho potuto apprezzare la lingua di questa grande scrittrice in tutta la sua ricercata semplicità.


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