domenica 28 febbraio 2016

Housekeeping


pubblicato nel 1981 e inserito da The Guardian tra i cento migliori romanzi in lingua inglese, Housekeeping di Marilynne Robinson racconta di Ruthie e Lucille, due sorelle dall’ingrato destino. Vivono nella cittadina di Fingerbore dalla mattina in cui Helen, la madre le ha portate a conoscere la nonna, ha lasciato loro dei pacchetti di cracker, e si è buttata nel lago con la macchina presa in prestito da un’amica. La nonna è una donna di poche parole; ha perso il marito in uno spettacolare incidente ferroviario quando aveva tre figlie adolescenti; da quando queste sono andate via vive sola; si prende cura delle due bambine per cinque anni, poi muore d’infarto. Ruthie e Lucille passano sotto la tutela delle due cognate della nonna, Lily e Nona: due zitelle affiatate tra loro e per niente desiderose di esercitare funzioni materne. Le due vecchie signore si danno da fare per rintracciare Sylvie, la sorella minore di Helen e, il giorno in cui questa appare sulla soglia della casa materna, fanno la valigia e tornano alla loro Spokane e alle loro abitudini. Per le due ragazzine si apre un nuovo capitolo: scrutano ansiose la zia che dorme vestita sul letto, non ha amici, non si sa cosa pensi. La paura di Ruthie di venir abbandonata anche da Sylvie non si realizza, ma la ragazza dovrà sperimentare un altro dolore: il distacco dalla sorella Lucille che, crescendo, smanierà per essere come tutte le altre e dimenticare l’eccentricità della sua sfortunata famiglia. Scritto in un inglese ricercato (la traduzione di Delfina Vezzoli per Serra e Riva del 1988 risulta introvabile: perché non ristamparla?), Housekeeping anticipa molti dei temi e delle atmosfere della trilogia della Robinson che comprende Gilead, Casa e Lila ed è bello e inquietante come questi tre libri.

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