sabato 20 febbraio 2016

La seconda vita di Anders Hill


Ted Thompson, l’autore di La seconda vita di Anders Hill (tradotto in italiano da Maria Guidieri Berner per Bollati Boringhieri) è nato in Connecticut non moltissimo tempo fa (a giudicare dalle foto che si vedono on line; la sua data di nascita invece non sono riuscita a trovarla). Il libro dovrebbe raccontare di un sessantenne che lascia la moglie e il lavoro, poi cerca di riprendersi la moglie, ma lei è già tornata con il fidanzato che aveva a vent’anni quando lui gliel’aveva rubata. Ho detto dovrebbe, perché a me pare che, invece di rappresentare la crisi di un sessantenne immaturo, Thompson metta in scena le fantasie di un giovane sulla crisi di un uomo immaturo. Non a caso Anders Hill, il protagonista, trova un alter ego nell’infelicissimo Charlie, il figlio più piccolo degli amici di sempre. La narrazione va da una vigilia di Natale alla successiva: Anders, va per la prima volta da divorziato a casa di Sophie e Mitchell (anche se la loro festa annuale, piena di gente, era una delle cose che più detestava della vita coniugale). In grande imbarazzo si ritrova in giardino a drogarsi con Charlie e i suoi amici, poi Charlie crolla a terra e la festa finisce. Disastroso anche l’esito della festa descritta in chiusura: accuse sconvolgenti, rivelazioni a sorpresa, tartaruga morta nel piatto, candelabro scagliato. Thompson si inserisce con una certa maestria nella corrente del romanzo americano dedicata allo sfascio della ricca famiglia americana. Lo stile c’è, la capacità di costruire una trama pure: magari la prossima volta sarebbe meglio se scegliesse un tema tutto suo, invece di affidare i propri pensieri ad astratte controfigure.

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