venerdì 18 marzo 2016

Brooklyn

raccontare una storia di emigrazione dall’Irlanda agli Stati Uniti senza drammi, giocando tutto sul sentimento della nostalgia, sulla sensazione di stare in bilico tra due mondi è la sfida vinta dal regista John Crowley che si avvale di una splendida interprete, Saoirse Ronan e della sceneggiatura a levare di Nick Hornby basata sul romanzo di Colm Tóibín. In Irlanda Eilis fa la commessa in una panetteria: lavora un giorno a settimana e la sua padrona è una donna insopportabile. Sua sorella Rose la manda a New York dove conosce un prete che trova lavoro e casa agli irlandesi. Mai uscita dal suo paesino, Eilis si sente sola a Brooklyn e non socializza con le altre commesse del grande magazzino né con le ragazze più scafate che stanno come lei a pensione. Ma al ballo domenicale conosce Tony, un idraulico italoamericano carino gentile e pazzo di lei. In breve la vita americana da incubo si trasforma in sogno: Eilis scopre il cinema, la spiaggia, gli spaghetti… L’amata Rose muore all’improvviso e Eilis deve tornare a trovare la vecchia madre. Tony le chiede di sposarlo prima di partire e lei accetta di andare in municipio con lui senza dire niente a nessuno. A casa, con sua grande sorpresa, la ragazza sarà accolta benissimo e la tentazione di non tornare in America sarà molto forte. Non succede praticamente nulla in Brooklyn (solo una dolorosa morte per cause naturali), non c’è un cattivo (solo qualche donna con la lingua lunga), non c’è miseria (solo l’aspirazione a un’esistenza migliore) ma come tutti i bei film commuove e coinvolge.

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