lunedì 7 marzo 2016

di ritorno dalla Svizzera

all’aeroporto (siamo andati a prenderli, ma li abbiamo anche avvisati che d’ora in poi se la caveranno da soli, non possiamo passare tutte le domeniche facendo su e giù da Fiumicino appresso ai loro week end all’estero) i figli ci sono apparsi pimpanti. Più lei che lui: il figlio si è subito calato nei panni dell’adolescente irritato dai genitori e si è rifugiato nei monosillabi (ti sei divertito, sì, siete andati d’accordo, sì, c’era una bella neve, sì). In compenso la figlia non la finiva più di raccontare: i wurstel al rifugio, il formaggio la sera, i film sul computer, la pista nera fatta tutta di sedere, le chiacchiere e le dormite. Grande risorsa i cugini. 

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