domenica 13 marzo 2016

La moglie perfetta


non conoscevo il commissario Balistreri di Roberto Costantini. Sono partita dalla sua ultima avventura, La moglie perfetta, pubblicato da Marsilio. Avevo sentito l’autore parlare alla radio e m’incuriosiva il tema della stanchezza delle coppie sposate affrontata attraverso il personaggio di Nanni, uno psicologo specializzato in terapia matrimoniale. Il romanzo ha un’architettura complessa: si svolge a Roma in due tempi 2001 e 2011 (la seconda parte, molto più breve della prima, ribalta la prospettiva della prima). Ma a colpirmi in questo libro sono state soprattutto due cose: il largo ricorso a luoghi  comuni (nei dialoghi, nell’intreccio) e la raffigurazione della donna. I personaggi femminili sono tre: c’è Bianca, la moglie perfetta del titolo, “la persona che tutti vorrebbero accanto”, quella che sostiene il marito, lo indirizza, lo comprende, lo giustifica, ma sotto sotto lo soffoca; c’è Nicole “la principessa” bellissima, impeccabile, apparentemente inarrivabile e c’è “la zoccola”, la sorella di Nicole, Scarlett, un tipo da fumetto, con i suoi completini gialli o verdi, le sue tette e cosce esibite (a proposito di stereotipi, quando lei viene convocata in commissariato e contornata da poliziotti, non poteva mancare l’evocazione di Sharon Stone in Basic Instinct). Le donne, sostiene Costantini, si dividono in quelle che vogliono stare sotto e quelle che vogliono stare sopra e via con disquisizioni varie. Vabbe’, parliamo di chiacchiere tra maschi in un ambientino come una stazione di polizia, ma in ogni momento in questo libro il femminile è sinonimo di oggetto sessuale. Poi ci sono il killer Puncicone, il Sordomuto, il professore dalla doppia vita, lo psicologo irresponsabile, l’americano diabolico, c’è Balistreri con le sue sigarette, la sua malinconia, la sua misantropia e i suoi fedeli scudieri… Con Costantini mi fermo qui, la Trilogia del male non mi avrà.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Balistreri ora soffre