venerdì 11 marzo 2016

Monte Carlo

in brevi capitoli che fotografano di volta in volta una situazione, Peter Terrin racconta di Jack, meccanico di Formula Uno che si trova a far scudo del suo corpo all’attrice francese Deede sul circuito di Montecarlo, subendo gravi ustioni. Quello di Jack è stato un gesto istintivo: stava guardando come tutti ammirato la giovane donna e si era anche illuso che venisse verso di lui (mentre lei puntava al Principe di Monaco); il fuoco improvviso l’ha spinto a proteggerla. Poi c’è il ricovero in ospedale e Jack lo subisce con animo allegro: si sente già investito dalla riconoscenza di lei e assapora il gusto dell’attesa notorietà. Deede non viene, i giornali non parlano di lui: non importa, vorrà dire che ci sarà più avanti un’occasione spettacolare in cui i suoi meriti verranno riconosciuti. Ad Alstead, il piccolo paese dove vive Jack, il sentimento popolare oscilla tra l’ammirazione per il gesto compiuto dal meccanico e lo scetticismo generato dal silenzio calato sulla vicenda. Solo la moglie di Jack, Maureen, lo trova più eccitante da quando si è ustionato.  Attraverso il misconosciuto eroismo di Jack e la sua fede incrollabile nella prossima ricompensa Peter Terrin mette in scena con grande bravura il fenomeno dell’adorazione nei confronti dei divi e il sogno diffuso di ascendere  alla loro altezza. Monte Carlo è uscito da Iperborea nella traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo. 

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