giovedì 10 marzo 2016

Preparativi per la prossima vita

chiunque bazzichi il mondo delle lettere conosce il nome di Gordon Lish, l’editor di Raymond Carver, divenuto famoso perché anni fa si disse che il famoso stile carveriano  fatto di frasi brevi in realtà era un portato della sua revisione dei testi. Atticus Lish è il figlio quarantatreenne di Gordon e ha la biografia movimentata tipica di chi si sforza di non seguire le orme paterne: ha lasciato Harvard, è stato marine, ha insegnato inglese in Cina. Preparativi per la prossima vita (tradotto in italiano da Alberto Cristofori per Rizzoli), la sua opera prima, è un libro lancinante. Per cinquecento e passa pagine ho palpitato per la protagonista Zou Lei; ero convinta che sarebbe finita malissimo e ne ero profondamente afflitta. Ma chi è Zou Lei? È arrivata negli Stati Uniti dal Messico, è metà cinese e metà iugura, se fosse religiosa sarebbe musulmana. È giovane, sveglia, ha una gran forza d’animo e si sa adattare. Lavora nei ristoranti cinesi, vende dvd, dorme in uno stanzino di cartongesso su una rete tutta rotta, cerca d’imparare l’inglese e il cantonese. La trovano senza documenti e la sbattono tre mesi in prigione. Ha un’unica passione, la ginnastica ed è questa passione a costituire il suo ponte con Skinner. Lui è stato tre volte a combattere in Iraq, ha visto una bomba uccidere il suo amico e pezzi di questo gli si sono riversati addosso, non riesce a dormire, non fa che bere e fumare, ma ancora bei muscoli e incontrata Zou Lei su una scala antincendio fa con lei a gara di piegamenti. Skinner e Zou Lei si aggirano nel tempo libero di lei (lui rinuncia in partenza a cercare un lavoro) in una New York lontanissima dai circuiti turistici, vanno insieme in una palestra (uno dei loro momenti più felici), fanno l’amore, mangiano schifezze, discutono di un ipotetico futuro tra la salute distrutta di lui e la clandestinità di lei, litigano, si lasciano e si riprendono. Nella seconda parte del libro entra in scena Jimmy: Lish ci descrive la sua parabola discendente da piccolo teppista a carcerato incallito a ex detenuto violento e razzista. Jimmy è il figlio della signora che affitta a Skinner il seminterrato, ce l’ha con le donne e con i cinesi, spia l’inquilino del piano di sotto e la sua amica. Non vi dico come va a finire. L’unico limite del libro è la difficoltà della traduzione a riprodurre la lingua dei protagonisti, frammentaria come sono loro. Atticus Lish è una buona ragione per andare domenica 20 a Libri Come all’Auditorium di Roma.

Nessun commento: