martedì 19 aprile 2016

Diario di lavorazione

Diario di lavorazione di Sam Shepard (scrittore, attore, commediografo), tradotto in italiano da Sara Antonelli per Playground, è una raccolta di testi dalla lunghezza variabile e di genere vario (racconti in prima e in terza persona, poesie, dialoghi) . La prima cosa che suggerisce il libro è un senso di movimento, la maggior parte delle storie si svolge sulle autostrade americane; la seconda è un senso di solitudine (quasi tutti i personaggi più che parlare con gli altri si ascoltano). Una famiglia di quattro persone parte per una vacanza in Messico. Mentre si dirigono in albergo la moglie chiede al marito se abbia un amante. Lui nega e cerca di abbassare la voce per non farsi sentire dai figli già grandi che dormono in macchina. La vacanza scorre tranquilla a parte un uomo malato, accompagnato da una moglie angosciata, che muore al ritorno in aereo. Una volta a casa il marito trova il suo cellulare che lampeggia. Non una frase di commento:  il ritratto di una coppia di cui non sappiamo nulla se non che si amava e di un’altra che forse non si è amata mai. Prima ancora c’è il tizio che si ferma in un motel per la neve, e mentre aspetta che si liberi una camera rivede una donna con cui era stato insieme da ragazzo tanti anni prima. Lei è felice di averlo incontrato, lui no, vorrebbe riprendere il viaggio; la neve lo ricaccia in quel motel dove per dormire è costretto a farsi ospitare da lei. E c’è una testa mozzata (qui siamo nella vena surreale di Shepard) che implora un uomo di buttarla nel lago: la testa appare e scompare nel libro, afflitta da mille pensieri. Un’America desolata e violenta fissata in ritratti ironici dall’intensità quasi dolorosa. 

2 commenti:

Carolina Cutolo ha detto...

Ho una vera ammirazione per velocità (oltre all'attenzione ovviamente) con cui leggi un libro dopo l'altro, sei la persona più innamorata della lettura che abbia mai conosciuto! :)

Anonimo ha detto...

Ma li leggerai veramente?