giovedì 21 aprile 2016

sulla soglia dei diciotto

questa settimana il figlio si è chiuso in casa a studiare, non è andato neppure in palestra. Ha preso otto in matematica e sette e mezzo in Dante (inutile dire che è stato soprattutto questo secondo voto a rallegrarmi, considerata quanta fatica gli costa la divina commedia). Sabato all'alba parte con sei amici per Amsterdam per festeggiare i suoi diciotto anni. Mi vengono i brividi. Già mi pare di sentire la telefonata di un commissario olandese (mentre sono sull'Etna e il telefono non prende bene) che mi dice che i fantastici sette sono stati trovati in stato catatonico ai margini di qualche canale. Poi mi dico, va bene a scuola, è riuscito a recuperare i mesi in Australia, è un ragazzo sveglio, perché dovrebbe finire nel canale? Forse è più facile che finisca io nel vulcano, come minaccia il marito, non si sa quanto scherzando.  

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