sabato 30 aprile 2016

Una moglie giovane e bella


quella raccontata dallo scrittore olandese Tommy Wieringa potrebbe essere la solita storia del quarantenne che sposa una ventenne per rivitalizzarsi e invece crolla sentendosi addosso più anni di quelli che ha. Ma Una moglie giovane e bella (tradotto in italiano da Clauda Cozzi e Claudia Di Palermo per Iperborea) è un libro tanto smilzo (appena 115 pagine e in questi giorni di maratona letteraria gliene sono molto grata) quanto stratificato al suo interno e aperto a diverse interpretazioni. Intanto Edward, il protagonista, non è affatto antipatico: è un uomo intelligente e di fascino, uno scienziato che si è sempre dedicato al suo lavoro sui virus e ha avuto con le donne rapporti frequenti, superficiali, sinceri. L’incontro con Ruth, che gli sfreccia davanti con la sua bicicletta e il sedere all’insù, per lui è una folgorazione e quando la rivede per caso deve assolutamente avere il suo numero, uscirci. Ruth ci sta senza farsi pregare e per un po’ la vita dei due è l’idillio a cui Edward aspirava, senza credere che potesse realizzarsi (all’inizio c’è solo una nube: il colloquio con il padre di lei che in modo molto diretto gli dice, la sposi perché vuoi una badante? Vedrai tra dieci anni come sarai ridotto). Da un certo punto in poi tutto crolla: Ruth vuole un bambino e l’ottiene anche se Edward non è tanto convinto e i suoi spermatozoi ancora meno di lui. Il bambino piange e Ruth dice che sente l’ostilità paterna… Di scontri nella coppia fino allora ce c’erano stati ben pochi, nonostante Ruth, animalista convinta, disprezzasse l’attività del marito al servizio delle multinazionali farmaceutiche e fosse convinta che Edward sottovalutasse il dolore degli animali sottoposti a esperimenti. Che cosa vuol dire invecchiare? Esiste un modo per farlo bene, con dignità, senza scordarsi di avere un cuore? Cosa serve a tenere unite due persone che si vogliono bene? Si può basare la propria vita sugli ideali del progresso scientifico e della razionalità senza rinunciare a una parte di sé? Che belli i libri smilzi, con personaggi credibili e tante domande.

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