domenica 22 maggio 2016

come d'estate

dopo il concitato week end tra gli stand del salone e la settimana passata a inserire le interviste, due giorni buttata al mare ci volevano proprio. Il sole è caldo, il mare un po' meno. Alle otto ero già in paese a fare la spesa; la figlia arriva oggi con un'amica, restano qui qualche giorno a preparare un esame. Ora ho la spiaggia tutta per me; ieri due bambine petulanti, che cercavano di smuovere il padre dal lettino in cui si era sdraiato, mi distraevano dalla lettura di Vittorio Sermonti (ma sono riuscita ad arrivare in fondo comunque). Il marito è agitato da foschi pensieri sul suo futuro lavorativo; non sa se resistere, salvare il salvabile o troncare, andar via, inventarsi un ruolo diverso. Mentre ci pensa, distribuisce per casa gli oggetti presi dalla sua barca: siamo pieni di giubbotti di salvataggio, sacchi a pelo, taniche di benzina, corde, persino parabordi. Poteva lasciarli al suo acquirente, ma gli danno l'illusione che riavrà in futuro una barca e poi li ha comprati uno a uno e non aveva voglia di separarsene. Il figlio ieri sera è andato a Fregene per una festa; che raggiunga il cugino in Costa Rica per un mese di surf e vagabondaggio m'inquieta, ma che faccia lo scemo con gli amici di Roma nord mi inquieta di più. Benvenute preoccupazioni estive.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ce la fai a vivere senza preoccupazioni?