venerdì 6 maggio 2016

La promessa


colpito dalla storia di Andreas Lubitz, il giovane pilota che si schianta con l’aereo insieme a centocinquanta passeggeri, Giovanni Cocco costruisce un romanzo in cui affida le sue riflessioni a Vincent, un giornalista-insegnante. A differenza del primo romanzo di Cocco, La caduta, costruito su più vicende, La promessa (sempre pubblicato da Nutrimenti) assume lo stile piano del dietro le quinte di un reportage. Appena saputo dello schianto dell’aereo, Vicent telefona al direttore del giornale con cui collabora saltuariamente e si offre di scrivere dal luogo del disastro. Giorno dopo giorno emerge la verità sulle modalità del caso e Vincent registra le reazioni di chi lo circonda. Mentre ricostruisce la storia di Andreas, della sua fortissima depressione, Vincent ci racconta la storia del proprio tracollo emotivo e ci spiega di sentirsi in qualche modo Andreas. È questa la parte meno convincente del libro: perché Vincent (che ha lasciato la donna che amava, Marie; che ha una relazione con Juliette; che è rimasto molto male quando Juliette gli ha detto di aspettare un bambino) s’identifica con Andreas? Perché come lui ha trovato in alcuni momenti insopportabile vivere? Perché si è imbottito di antidepressivi? Perché anche la fidanzata di Andreas aspettava un figlio da lui? La promessa è uno di quei libri di cui a un certo punto vorresti cambiare la rotta (se la metafora non fosse troppo macabra).

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