lunedì 23 maggio 2016

Micorbo & Gasolina

Daniel ha quattordici anni, pensa al sesso e alla vita dopo la morte, è piccolo di statura (lo chiamano Microbo per questo), porta i capelli lunghi e viene scambiato per una femmina, disegna benissimo e fa fatica ad addormentarsi. In classe sta per conto suo; ogni tanto parla con Laura, la ragazza di cui è innamorato, ma lei ha già il fisico di una donna, lui quello di un ragazzino. Quando accanto a lui nel banco si siede Théo, fissato con i motori (il suo soprannome è Gasolina), tra i due si accende un’amicizia forte ed esclusiva che si concretizza nel progetto di fuga estiva su un trabiccolo costruito con materiale di risulta. Le due mamme, quella grassa ed ostile di Théo e quella magra, apprensiva e lacrimosa di Daniel, ignorano che i due ragazzi sono in giro per le strade di Francia su una casetta con le ruote, li immaginano uno con la famiglia dell’altro. Microbo e Gasolina affrontano salite impervie, un dentista e sua moglie che vorrebbero adottarli e chiuderli in casa, la mafia cinese, la polizia che distrugge la loro baracca insieme a quelle dei rom… Intanto parlano parlano parlano: Microbo si lamenta di essere influenzabile, ha paura di essere influenzato da Gasolina, si sente accusare da Gasolina di essere un egocentrico… Il film di Michel Gondry mette in scena due adolescenti alla ricerca di sé: è la classica estate che cambia la vita, ma raccontata dal punto di vista avventuroso e deformante dei protagonisti. Bello.  

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