giovedì 12 maggio 2016

primo giorno

non piove mai a Roma; stamattina alle sette c'era il diluvio. Mi sono messa gli scarponi neri, quelli che ci stai bene qualche ora, non un giorno intero, non un giorno al salone. Ho persino rispolverato un orribile impermeabile rosso pensando che la priorità fosse non bagnarmi: a Torino non ha mai piovuto, a metà giornata avevo già i piedi rotti e l'impermeabile non sapevo dove metterlo. Arrivata al salone sono andata allo stand Rai: enorme, scintillante, solo non c'era un buco per me. Per fare le interviste mi sono appoggiata a Rai Eri, ma a loro dava fastidio la telecamera e non era affatto un posto raccolto. All'hotel NH da Boualem Sansal, lo scrittore apocalittico algerino, non è andata molto meglio: musica di sottofondo, gran folla di gente vociante (a un certo punto ho visto persino Albano). E l'operatore si è accorto di avere solo un grandangolo: ora, anche io che non capisco niente di riprese, un primo piano con il grandangolo non lo farei. Il salone mi è sembrato un grande baraccone, meno festoso della fiera di Bologna. Unica consolazione i cinque minuti a tu per tu con Erri De Luca, che ho trovato in gran forma. Domani ho un programma senza tempi morti, conosco la strada, la metropolitana, l'ingresso. Andrà meglio

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