venerdì 13 maggio 2016

secondo giorno

il salone continua a sembrarmi un inutile baraccone; in compenso oggi mi sono goduta delle interviste carine e una strepitosa visita al museo egizio. Saleem Haddad ha un bellissimo sorriso e il mio entusiasmo nei confronti del suo libro Ultimo giro al Guapa lo ha messo di buon umore. Anche con l'olandesone, Tommy Wieringa (è alto due metri), è andata bene; mi ha detto di aver riletto stamattina in hotel il suo Una moglie giovane e bella (che in Olanda è uscito anni fa) e che in effetti gli è parso di essersi accanito troppo sul suo protagonista, come gli obiettavo io. Sarcastico e svogliato Bernard Quiriny, come le sue Storie assassine facevano presagire; la gran delusione è stata Ludmila Ulitskaya. Non c'era un interprete, c'era la sua agente che in tre parole riassumeva quello che lei aveva detto in russo in tre minuti. Mi è rimasto un gran desiderio di intervistarla sul serio. Avevo cominciato in bellezza con Marcello Fois sul suo Manuale di lettura creativa, un invito al lettore a dare spazio  alla buona letteratura e a non inseguire le mode del momento. Dove ho trovato la forza alle cinque e mezza di trascinarmi di fronte a mummie e sarcofagi non lo so, ma dopo tanta umanità un tuffo tra i morti e sepolti ha avuto un effetto rigenerante.

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