lunedì 2 maggio 2016

Truman


Canada: Manuel si alza la mattina, saluta la moglie, prende un aereo per la Spagna. Va a trovare Julian, il suo migliore amico, che vive a Madrid, ha il cancro in fase avanzata e non vuole proseguire con le cure. I due hanno solo quattro giorni da passare insieme, ma li passano bene. Truman di Cesc Gay con Ricardo Darín e Javier Cámara più che un film sulla morte è un film sull’amicizia, sul legame`tra persone diverse che si conoscono da tanto tempo e si vogliono bene. Julian fa l’attore, è un estroverso, ha sempre amato stare al centro dell’attenzione e anche ora si diverte a provocare gli altri parlando esplicitamente della fine che si avvicina; Manuel è più riservato, taciturno; la dote dell’uno è il coraggio, quella dell’altro la generosità. Intorno a loro una piccola folla di personaggi: gli amici che si tengono lontani dalla malattia come se fosse contagiosa, l’impresario che licenzia l’attore perché non può più contare su di lui, il figlio che studia ad Amsterdam ed è distrutto dalla notizia, la cugina che vorrebbe insistere con le terapie, ma soprattutto un cagnone dall’espressione umana, Truman. È lui che Julian non si rassegna a lasciare. Una sceneggiatura che non sfiora il patetico, pur mantenendo lo spettatore sempre sul filo della commozione, due attori (tre con il cane) eccellenti.

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