mercoledì 4 maggio 2016

Ultimo giro al Guapa

Rasa viene sorpreso a letto con Taymour dalla nonna Teta e questo fa precipitare la relazione tra i due giovani. Ultimo giro al Guapa (tradotto dall’inglese da Silvia Castoldi per e/o) è l’opera prima di Saleem Haddad : romanzo di una dolorosa formazione gay e insieme ritratto delle mancate rivoluzioni arabe. Scritto in prima persona, con tono lieve a dispetto della drammaticità degli argomenti trattati (un esempio dello humour dell’autore: “la prima volta che lessi Marx fu come la prima volta in cui guardai Polskat”, il canale pornografico polacco a cui deve la sua educazione sessuale ), il libro racconta la fatica che Rasa fa a barcamenarsi in un ambiente ostile. Il ragazzo ha studiato negli Stati Uniti, poi ha deciso di tornare nella città araba in cui è nato (una città di cui non si dice il nome, ma che riassume in sé tratti del Cairo, di Beirut , di Amman) nonostante qui l’omofobia regni sovrana. Non c’è nulla di semplice nella vita di Rasa: la nonna, a cui è molto legato è stata la causa principale della depressione che ha spinto sua madre, che era un’artista e una donna non convenzionale, ad abbandonare la famiglia; suo padre è morto di cancro quando lui era adolescente; il suo amico migliore Maj, che adora vestirsi da femmina, perseguitato dai bulli da piccolo, ora viene brutalizzato dalla polizia; le manifestazioni politiche che avevano acceso il suo entusiasmo sono state represse nel sangue e c’è il fondato timore che per sfuggire al regime si finisca nelle grinfie dei fondamentalisti tutti preghiere e odio per l’Occidente; i giornalisti stranieri che lo utilizzano come interprete hanno a cuore solo i loro scoop. Ma il problema vero di Rasa è che Taymour ha deciso di sposarsi. Emozionante, sincero, attualissimo. 

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