domenica 8 maggio 2016

Un cigno selvatico

avete mai pensato che per i personaggi delle fiabe essere così belli, così dotati in un modo o nell’altro possa essere una specie di condanna? Un cigno selvatico, la raccolta di racconti di Michael Cunningham (tradotta da Carlo Prosperi per La nave di Teseo) comincia così: “La gran parte di noi non corre rischi. Se non siete un sogno delirante nel sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo. A nessuno verrà in mente di trasformarvi in una bestia o di mettervi a dormire per cent’anni.” Gli spunti di partenza dello scrittore inglese sono fiabe molto note; quello che gli interessa è lo scontro tra lo straordinario e l’ordinario, tra il momento della magia e il seguito. Nel bell’articolo uscito su TuttoLibri della Stampa Cunningham scrive di aver voluto “regalare un fratello o una sorella alla storia originale” e di aver liberato i personaggi, facendo sì che siano loro a indirizzare gli eventi invece che subirli. In "Un cigno selvatico" il protagonista è il fratello che, a differenza degli altri undici, non è ridiventato tutto umano quando la sorella ha sciolto il maleficio della matrigna, mantenendo un’ala di cigno al posto di un braccio. È un diverso, il che ha molti svantaggi ma gli impedisce di scivolare nella squallida routine in cui si trovano i suoi fratelli. Un’altra diversa è la strega di Hansel e Gretel: una donna che ha puntato tutto sul sesso, sicura anche da vecchia di attirare giovani da ammaestrare; quando capisce che per lei questa fase si chiude non le dispiace finire nel forno per mano di due teppistelli. Poi c’è il Jack del fagiolo magico, un orribile consumista, favorito dal fatto che la moglie del gigante ama fare i dispetti al marito; c’è la coppia americana che riceve la zampa di scimmia e a furia di esprimere desideri si ritrova a convivere con il cadavere del figlio; c’è Bella che quando vede la Bestia tramutarsi in un bel giovane dall’aria aggressiva ha più paura di quando era brutto… La maggior parte delle coppie non vive affatto felice e contenta; fanno eccezione il principe e la principessa dell’ultima storia che grazie a un’insperata intesa sessuale attraversano crisi varie, riuscendo a ridere insieme fino all’ultimo respiro. Non dobbiamo mai smettere di raccontarci favole e soprattutto non dobbiamo mai smettere di crederci.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E ora metti la quarta