mercoledì 22 giugno 2016

con Eshkol Nevo

entrando all’hotel Locarno ho visto Eshkol Nevo che faceva colazione con una ragazzina. Mi ha poi detto di essere venuto con la figlia adolescente che si sta godendo le sue giornate romane. Lui era entusiasta della serata di ieri a Massenzio: leggere un suo racconto inedito in ebraico mentre dietro le sue spalle scorreva sullo schermo la traduzione in italiano, davanti a tanta gente, in quel bellissimo scenario, lo aveva emozionato. L’intervista è stata davvero piacevole: ha parlato del proliferare dei personaggi nei suoi romanzi (pensa a una storia, poi a un’altra, poi a un’altra ancora, finché non deve dire basta); della difficoltà per un non credente come lui di vivere in un paese come Israele dove i divieti religiosi si respirano insieme all’aria; degli immigrati russi che all’inizio non riuscivano proprio a integrarsi da loro e infine dello humour che gli consente di affrontare temi anche gravi (come quello dell’ornitologo arabo incarcerato perché possedere un binocolo fa automaticamente di lui una spia) in un modo che spiazza il lettore, lo costringe a rimettere in discussione le sue certezze. Anche lui come Dorit Rabinyan è rimasto colpito dal fatto che avessi letto il suo libro; quando mi ha detto, you really read the book, gli ho raccontato del mio incontro torinese con la sua collega che aveva fatto il suo stesso commento ed espresso la sua stessa sorpresa. Sono gli scrittori israeliani a essere particolarmente attenti al tipo di domande che ricevono o sono i giornalisti italiani particolarmente cialtroni nei confronti degli scrittori che vengono da Israele?  

2 commenti:

babalatalpa ha detto...

Che peccato non esser potuta andare!Tu da che libro suggerisci di iniziare? Mi dicono che La simmetria dei desideri sia tra i più interessanti. Confermi?

volevoesserejomarch ha detto...

sì la Simmetria è bello e ti fa entrare nel suo mondo