martedì 7 giugno 2016

cose nuove

ho sempre pensato che i cinquant'anni fossero un bella soglia, passata la quale non mi sarei mai più sforzata di fare cose nuove e avrei cominciato a tagliare sulle vecchie (tipo lo sci, sport che non ha mai fatto per me). Ora mi ritrovo con i cinquantatré dietro l'angolo ad affrontare due imprese che mi attirano e mi impensieriscono in ugual misura. La prima è il viaggio irto di pericoli in Nicaragua: posso crollare fisicamente, possono darmi una botta in testa, può eruttare un vulcano, posso perdermi da sola sulla via del ritorno (da quanto tempo non prendo una serie di aerei da sola? forse da quando avevo diciotto anni). La seconda è il festival di Mantova: lì per lì non mi sembrava strano accettare l'ipotesi di presentare autori, ma quando ieri la proposta si è concretizzata ho cominciato ad avere dubbi sulla mia capacità di parlare chiaro in pubblico e di farmi capire. Il bello di avere fonti variegate di timori è che uno scaccia l'altro. Per ora devo sopravvivere al Nicaragua e soprattutto alla paura di partire. Settembre è lontano.

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