martedì 7 giugno 2016

Fuori dai giochi

affascinato dai corpi giovani e scattanti, Francis Scott Fitzgerald amava lo sport: amava praticarlo e amava metterlo al centro della sua narrativa. Fuori dai giochi è un’antologia di racconti di Fitzgerald accomunati dal tema sportivo, pubblicata da 66thand2nd nella traduzione di Roberto Serrai con postfazione di Sara Antonelli. I conflitti che animano solitamente la prosa di questo scrittore (quello tra poveri e ricchi, tra uomini e donne, tra europei e americani) appaiono in tutta la loro evidenza nelle storie qui raccolte.  Se Sogni invernali mette in scena un piccolo Gatsby, Dexter, il caddie che fa fortuna, ma resta innamorato della ragazzina capricciosa che ha incontrato a quattordici anni, più sorprendenti sono i racconti I nuotatori, in cui Henry, grazie alle sue capacità natatorie riesce finalmente a sbarazzarsi della moglie infida e Testa e spalle, dove un precoce filosofo e una ballerina si scambiano i ruoli e lui fa i soldi esibendosi agli anelli mentre lei diventa famosa per un romanzetto autobiografico. Molto fitzgeraldiano anche il racconto Uno vale l’altro in cui un tale si mette in testa di pescare sei giovani nel suo depresso luogo d’origine e offrir loro le stesse possibilità di sei promettenti iscritti a Yale, in una sorta di esperimento sociale (ma la conferma della sua intuizione non gli darà alcun piacere, non c’è piacere nel vedere un momento di bellezza che si trasforma nel suo contrario).  

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