venerdì 10 giugno 2016

gli scrittori e la casa


intervistare gli scrittori in casa ha dei vantaggi e degli svantaggi. Per lo più gradiscono la posizione centrale della casa e ne apprezzano la vista e la luce. Due volte però è capitato che scrittori particolarmente frettolosi si siano persi: invece di prendere la prima scala, la A, sono finiti nella B, e prima di approdare sulla mia soglia si sono trovati a vagare di fronte a porte ostili. Il primo a perdersi è stato lo “scrittore giovane”, il superpresenzialista, che aveva i minuti contati; inutile dire che l’intervista è stata funestata dal nervosismo provocato dal ritardo per le scale. Ieri si è perso l’inviato speciale, il giornalista che ha girato mezzo mondo e corso mille rischi; quando si è seduto al mio tavolo mi ha lanciato uno sguardo così gelido che non so dove ho trovato il fiato per parlargli; alla fine gli è scappato un mezzo sorriso. Lo scrittore barese di oggi invece era così entusiasta che si è messo a scattare foto dalle finestre. Stavolta ad avere fretta ero io, se no si aggirerebbe ancora curioso di stanza in stanza.

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