domenica 19 giugno 2016

la tregua

da questo week end al mare non mi aspettavo niente di buono perché l'umore del marito stazionava da giorni sul depresso irritabile. Invece la fatica fisica di occuparsi del giardino, gonfiare la  piscina di plastica, attivare l'aspiratore a vapore l'ha aiutato a scaricare le tensioni lavorative; abbiamo camminato insieme sulla spiaggia, cenato in un ristorante carino, prenotato l'hotel della seconda notte in Nicaragua, l'ultimo che era rimasto in sospeso. E forse anche la prospettiva di non vederci per un po' (giovedì lui parte per Edimburgo; il mercoledì dopo io per Managua) ci ha aiutato a deporre le armi. Mi ero abituata a considerare il marito una parte di me; da anni al centro delle mie preoccupazioni c'erano i figli e il lavoro, o mio padre quando è stato male; con il suo stato d'animo insoddisfatto e confuso è riuscito non solo a riprendersi la scena ma anche a farmi imbarcare in un viaggio a cui non avrei mai pensato; chissà, il vento del cambiamento potrebbe non portare solo tempesta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sai che un po' di ottimismo ti farebbe bene, tutto sommato perché non pensare che le cose possono anche andare meglio di quanto sei abituata a pensare?